LE SETTE NOTE PER INCONTRARE LA CARITÁ NELLA VITA

ACCOGLIENZA

Fine di questa casa è di offrire un luogo che sia come centro di tutte le opere, le cure, le attenzioni e le sollecitudini della carità cristiana (S.L.P.)

SCELTA

Accogliamo quegli orfani che si trovassero più abbandonati per essere in tali situazioni che impediscono loro il ricovero in altre istituzioni, e quindi ne fossero rifiutati. (S.L.P.)

CURA

Salutami tutti e il mio napolitano; abbine cura e tienilo da conto e se non mangia polenta, dagli un po’ di pane (S.L.P.)

INSIEME

Io sono un povero prete che accolgo gli orfanelli abbandonati, e li tengo come figli e non come garzoni, e li mantengo col mio, e non faccio locanda (S.L.P.)

ABBRACCIO

Dovendo la casa offrire un luogo di incontro e di divertimento a ragazze povere, esse saranno attirate maggiormente dalla semplicità dello stile di vita che osserveranno in quella casa. (S.L.P.)

SPERANZA

Il Signore lo sa che abbiamo qui le sue anime più care da mantenere, e non ci lascerà mancare il necessario. (M.T.G.)

COLLABORAZIONE

Ho sentito che facevate in paese una gran festa per l’apertura dell’oratorio nuovo dei salesiani. Spero che anche voi avrete condiviso questa festa, cioè vi sarete consolate, perché si ha sempre a desiderare che del bene se ne faccia. (M.T.G.)

Scarica la presentazione delle 7 note dell’istituto delle Suore delle Poverelle – Istituto Palazzolo

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Le sette note per incontrare la carità nella vita.

ACCOGLIENZA

AMARE IL POVERO COME GESÚ CRISTO

…Ogni servizio palazzoliano è fortemente impegnato a dire, con i fatti, che ogni persona ha un valore immenso perché è fatta a immagine e somiglianza di Dio, è amata da Gesù Cristo che ha dato la sua vita per lei…

SCELTA

PREFERIRE I PIÚ POVERI E ABBANDONATI

…Il Palazzolo apre il suo cuore e offre il suo aiuto a tutti, ma con una attenzione preferenziale chiarissima. I più poveri tra i poveri, quelli che per motivazioni diverse non possono usufruire di altre risposte adeguate…

CURA

PRENDERSI CURA DELLA PERSONA IN MODO SPECIALE

… Il “prendersi cura” del Palazzolo è attento a far crescere tutta la persona, nei diversi aspetti di cui essa si compone ed in cui si manifesta, corpo e anima. Essere attenti alla persona nella sua interezza e in modo concreto, vuol dire porre attenzione a tutto l’uomo come realtà unica ed irripetibile…

INSIEME

VIVERE UNO SPIRITO DI FAMIGLIA

Lo spirito di famiglia porta alla collaborazione di ognuno per il progetto comune: il servizio per i poveri. E questo con competenza professionale, un forte senso di responsabilità e un pizzico di “cuore largo”. Nessun ruolo e nessun compito è più importante di un altro; tutti siamo chiamati a vivere il nostro servizio, qualunque esso sia, con dignità e responsabilità.

ABBRACCIO

SERVIRE I POVERI DA POVERI, AVVOLGERSI TRA I POVERI

La semplicità è uno stile di vita che evidenzia la trasparenza del cuore e si traduce in mille scelte quotidiane grandi e piccole, nel modo di parlare, nel relazionarsi agli altri, umile o importanti che siano, nell’impostare servizi “con cuore largo”. Stare da poveri con i poveri significa stare dalla parte dei poveri, conoscere e condividere la loro vita, i disagi, le fatiche, le speranze, le pene ed anche l’emarginazione.

SPERANZA

AFFIDARSI ALLA PROVVIDENZA

Affidarsi alla Provvidenza nel senso palazzoliano vuol dire impegnarsi a cogliere e utilizzare tutte le opportunità che la vita e le circostanze possono offrire, senza preclusioni, ma con grande attenzione per scegliere sempre ciò che conduce al bene. Non una Provvidenza che “cade dall’alto”, ma un “farsi provvidenza” gli uni per gli altri e, insieme, poter essere provvidenza per i poveri.

COLLABORAZIONE

LAVORARE IN COMUNIONE CON LA CHIESA E IL TERRITORIO

Nelle realtà operative del Palazzolo è importante sentire e far sentire l’appartenenza alla comunità locale, alla gente che vive-lavora-spera nel nostro stesso “spazio di vita”. Nella partecipazione attiva alla vita della comunità locale, civile ed ecclesiale, siamo chiamati a portare la “qualifica” dell’avvolgersi tra i poveri, il nostro vivere quotidiano accanto alle persone in difficoltà, la conoscenza ravvicinata dei loro bisogni reali, del loro modo di vedere, delle loro risorse, della loro voce, delle loro attese..

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