Codice etico

Il Codice Etico dell’Istituto Suore delle Poverelle – Istituto Palazzolo, approvato dal Consiglio Generale in data 31 maggio 2011 e sottoposto a revisione ina data 6 giugno 2017, è il documento ufficiale che delinea le finalità carismatiche della Congregazione e di tutte le strutture che di essa fanno parte.
Nel Codice Etico sono presenti diritti, doveri e responsabilità di tutti coloro che direttamente e indirettamente collaborano, ciascuno nel proprio ruolo e con la propria professionalità e competenza, alla realizzazione della missione dell’Istituto.

Esso rappresenta una sintesi del sistema di valori e dell’impegno di servizio che dal 1869 anima la Congregazione nella scelta di essere una realtà ecclesiale e civile vicina a tutte le persone nel bisogno.

Il Codice Etico, riformulato ora alla luce del D.L. 8 giugno 2001, n° 231, sintetizza la scelta dei fondatori, Luigi Maria Palazzolo e Teresa Gabrieli, espressa nel motto:

“…dove altri non può giungere, cerco di fare qualcosa io così come posso”

Tale scelta continua oggi nell’operato delle Suore delle Poverelle e dei loro collaboratori.

Carta dei servizi

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Principi etici di riferimento

Con l’adozione del Codice Etico, la Casa di Cura si impegna a rispettare, nello svolgimento di tutte le proprie attività, i principi di riferimento emanati dal Consiglio Generale dell’Istituto in data 31 maggio 2011(sottoposti a revisione in data 6 giugno 2017).
Tali principi derivano dal “quadro di riferimento carismatico per suore e laici che collaborano alla famiglia palazzoliana” e sono qui integralmente riportati:

  • porre la persona al centro del percorso di educazione, cura ed assistenza: l’attenzione alla persona presa in carico non solo come assistito, ma come protagonista, si riflette in tutte le attività dell’istituto e si esprime con il carattere della concretezza e quotidianità;

  • la scelta delle persone più svantaggiate: tra tutte le persone in stato di bisogno, la scelta di priorità vuole esprimere attenzione verso le persone più deboli ed emarginate e costruire servizi per raggiungere i bisogni più scoperti della società;

  • aiuto concreto al prossimo: costruire percorsi di aiuto reali e quotidiani in cui il prossimo, qualunque sia la sua condizione, possa trovare un aiuto, concreto e carico di amorosa attenzione;

  • costruire uno spirito di famiglia: realizzare un servizio non solo “per” ma soprattutto un servizio “con”, basato su accoglienza e partecipazione, relazioni semplici e familiari per creare “casa”;

  • semplicità e partecipazione: nello stile che sempre ci ha connotato lungo la nostra storia, ci impegniamo a costruire relazioni semplici, di reciproco aiuto, rispettando e valorizzando ruoli e competenze al fine di creare “armonia e pace” e di suscitare la corresponsabilità di tutti per il bene comune;

  • affidarsi alla provvidenza: impegnarsi a cogliere e utilizzare tutte le opportunità che le circostanze della vita possono offrire, senza preclusioni, ma con grande attenzione per scegliere sempre ciò che conduce al bene. Fare tutto ciò che possiamo fare, sempre confidando nell’amore di Dio, attenti a farsi “provvidenza” gli uni per gli altri;

  • collaborare e lavorare in rete: la collaborazione favorisce la qualità della risposta e la crescita della persona. La complessità delle situazioni degli assistiti postula un approccio globale e da più punti di vista dei problemi, insieme alla decisione di lavorare in rete e di collaborare con tutte le agenzie della comunità civile ed ecclesiale;

  • legalità: l’istituto, in quanto tale e nelle sedi filiali, nello svolgimento di tutte le proprie attività si impegna a rispettare le leggi internazionali, nazionali e regionali in vigore in Italia e in ciascun Paese nel quale opera.

Informazione, Privacy, Dignità, Culto, Libertà di Cura

Diritti del malato

Diritto all’informazione

L’ospite stesso, un suo familiare, una persona da lui designata o il suo medico curante, hanno diritto all’informazione sullo stato di salute, sulle cure necessarie (possibili alternative ed eventuali rischi), sui tempi degli accertamenti diagnostici, sulle prospettive di guarigione e sugli eventuali motivi di prolungamento della degenza oltre le previsioni.

Diritto alla privacy

L’ospite ha diritto di richiedere che nessuna informazione sul suo stato di salute o sulla sua presenza in Casa di Cura B. Palazzolo venga divulgata. In quest’ultimo caso egli stesso dovrà comunicarlo all’atto del ricovero. Ogni addetto al servizio sanitario sarà tenuto a rispettare la totale riservatezza sia sulla situazione clinica che sulla vita privata del paziente.

Diritto alla propria dignità

Ogni persona ha diritto al rispetto della propria dignità personale sia sotto l’aspetto fisico, sia morale che spirituale.

Diritto di culto e opinione

Ogni individuo ha diritto alle proprie opinioni e libertà religiosa, compresa la visita dei ministri del culto e pratiche religiose.

Diritto alla libertà di cura

I pazienti hanno diritto di rifiutare trattamenti o cure proposte e di lasciare la Casa di Cura anche contro il parere dei medici.

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